ATM mi ha chiesto di scrivere un breve testo a commento delle mie foto, cosa in genere non amo fare. In questo caso ho fatto un'eccezione. Ecco il testo, che è stato esposto in apertura delle quattro gallerie fotografiche:
Prima di dedicarmi a tempo pieno alla fotografia sono stato architetto e, poi, pubblicitario. Tracce di queste professioni si trovano oggi nel mio mestiere di fotografo: l’architetto “rivive” nella ricerca di espressioni geometriche formalmente compiute; il pubblicitario in quella di immagini di forte e immediato impatto emotivo. Su questi cardini s’innesta il mio lavoro fotografico: mai descrittivo, ma piuttosto alla ricerca – nella sfera della realtà visibile – di frammenti, dettagli, allusioni; la mia ricerca, in fotografia, nasce nelle pieghe della realtà per creare una realtà nuova, trasfigurata: una realtà in cui la memoria della vita e del visibile sopravvive quasi sotto forma di archetipo” .
Con questo spirito, in bilico fra realtà e visione, ho voluto affrontare anche questo lavoro all’interno dei depositi ATM: luoghi magici in cui la passione per il lavoro e la dimensione artigianale del fare sopravvivono e s’impongono sui riti ripetitivi, meccanici e spesso ossessivi della routine quotidiana.