Uno sguardo fotografico reso possibile dall’uso di un obiettivo grandangolare molto spinto. Risultato: gli spazi si allargano a dismisura e la Milano che conosciamo si trasforma, si dilata, si trasfigura. Diventa altro da sé, pur mantenendo la sua riconoscibilità.
La pazienza di attendere il momento giusto: ci sono giorni e istanti in cui Milano sembra svuotarsi, sembra non avere quasi più abitanti e veicoli. Il frutto dell’attesa paziente è il silenzio di queste immagini.
Uno sguardo da architetto, quale un tempo sono stato. Uno sguardo attento al rigore compositivo e al tempo stesso, attraverso la dilatazione degli spazi e il silenzio delle immagini, uno sguardo creativo: quasi a voler ricreare una Milano sognata sulla Milano vissuta quotidianamente.
Il risultato è sorprendente: onirico a volte, altre quasi surreale, in generale figlio di un forse rinascente dadaismo, che prende la realtà quale si presenta ai nostri occhi e la rimodella mutandone il significato e la stessa forma.
Le immagini in mostra, una trentina, sono in realtà un “work in progress” che in questa mostra viene presentato in stampe di piccolo formato (cm 30x45), ma il cui destino è di essere presentate in formati decisamente più grandi, indicativamente cm 70x105.
Le immagini che presento qui sono una selezione di quelle esposte in mostra.